»Biblioteca Civica Alfonso SellaAmbulatorio ComunaleServizi Socio AssistenzialiAsilo e Scuole di VerroneServizio Nonni VigileCentro AnzianiSede AlpiniCampo da Bocce "Alpino Enzo Masento"Campo Sportivo Comunale Armando PicchiPalestra Comunale Cav. Giuseppe GrossoPercorso Botanico Antonio Maurizio ZumagliniPista di pattinaggioPiste Ciclabili e PedonaliAssociazioni ed Enti del Territorio
» Storia del Comune
CASTELLO: il Castello di Verrone è di origine assai remota. Nelle immediate vicinanze si rinvennero lucerne e cinerari romani, il che fa pensare che questo sia sorto in prossimità o sul luogo di un abitato gallo romano. L'origine del Castello può dunque ritenersi più antica delle parti oggi restanti e databili intorno al XIV e XV secolo. L'impianto originario, ricollegabile ad un periodo anteriore al XIII secolo, era costituito probabilmente da una corte organizzata intorno ad uno spazio quasi quadrato, delimitata da una cerchia di mura alte circa 5 metri e rinforzata, nell'angolo a nord-ovest, da un bastione. A tale ipotetico disegno iniziale si sono stratificati nel tempo numerosi interventi, che hanno lasciato nel complesso attuale quella manifesta impronta di asimmetria che caratterizza l'architettura spontanea..L'accesso in origine era previsto nella zona ad est, ed è in seguito stato rimarcato da un portale ad arco, con funzione di chiusura ma soprattutto di segnale gerarchico specifico. Il massiccio torrione quadrato di ingresso - costruito a paramenti di mattoni con qualche corso binato di pietre a ceppi- costituisce la parte più vetusta superstite nell'impianto odierno, attorno al quale i Vialardi, signori di Verrone, dovettero a varie riprese sviluppare il Castello nel suo complesso. Tale torrione, di proprietà privata, attualmente è completamente ristrutturato. L'ipotesi che questo mastio sia più antico delle altri parti del fortilizio parrebbe confermata dalle evidenti tracce di sopraelevazione di un corpo di fabbrica preesistente. La sopraelevazione dovette probabilmente avvenire nel XV secolo, dal momento che il torrione pare munito superiormente di ampie caditoie tipicamente quattrocentesche. Tale intervento quasi certamente coincise con un ampio intervento di restauro ed ampliamento del castello d aperte dei signori del luogo, effettuato durante il periodo di stabilità politica che seguì la fine delle lunghe guerre tra Visconti e lega anti-viscontea. Si può dunque far risalire a quel periodo anche la costruzione della rocchetta, ancora oggi visibile sul lato ovest del complesso, che dovette allora essere edificata sia per aggiornare militarmente il Castello, sia per provvedere ad una più degna e sicura dimora alla importante famiglia dei Vialardi, signori di Verrone. Essa è munita di un apparecchio a sporgere , organizzato su un triplice ordine di mensole in pietra e feritoie cannoniere inferiormente, ed è appoggiata su una torre a pianta circolare, realizzata in mattoni, sulla quale sono chiaramente leggibili tre fasi di intervento. La torre è infatti costituita da una parte certamente più antica che giunge fino all'altezza delle caditoie della rocchetta e termina con merli alla guelfa, i quali appaiono murati per effetto della successiva sopraelevazione della torre, fino all'altezza del tetto della rocchetta. Su questa seconda parte della torre fu aggiunto, in epoca relativamente tarda, un ulteriore coronamento a pianta ottagonale, con un'ampia apertura su ogni lato, ricoperta da un tetto. A differenza delle due precedenti, quest'ultima parte della torre è intonacata, e reca la data del 1698, che dovrebbe riferirsi, con ogni probabilità all'anno della sua costruzione. Secondo il Gabotto (Gabotto, Castelli biellesi), è probabile che esistessero anticamente altre tre torri collegate a questa situata all'angolo di sud-ovest "da un muro fiancheggiato esternamente da un secondo fossato". Mentre gli affacci esterni conservano una complessa ma marcata connotazione architettonica, gli affacci interni sulla corte hanno smarrito il loro significato originario, cedendo certamente sotto l'impatto dei numerosi e variegati interventi successivi. Il Castello, appartenente ora per più della metà al Comune di Verrone e per la restante parte a tre privati, è ora in fase di completa ristrutturazione e restauro.
CHIESA PARROCCHIALE: dedicata a San Lorenzo.
La Parrocchia nacque come rettorìa della confinante Pieve di San Pellegrino di Puliaco (Salussola), tra il X e il XII secolo. Come fa fede una lapide interna, dal dodicesimo secolo accolse le tombe della famiglia Vialardi che ne ebbe il patronato. Nel 1503 fu restaurata e consacrata dal Reverendissimo Giulio Gaiar, Vescovo di Savoia.
Scrive Mons. Delmo Lebole nel 1997:
"Un'attenta lettura della struttura muraria della chiesa ci permette attualmente una più esatta datazione dell'edificio. La chiesa primitiva, ad una sola navata, aveva l'ampiezza che corre tra il secondo pilastro della navata centrale e l'inizio del presbiterio. La muratura "ad opus incertum", formata da pietre irregolari disposte disordinatamente, può far risalire le sue origini al decimo secolo, se non addirittura ad epoca più remota. Nel secolo XIII-XIV fu allungata fino alla facciata attuale. Nei secoli XIV e XV si sfondarono i muri per aggiungere le due navate laterali con archi gotici a sesto acuto. In questa occasione si alzò la navata centrale dotandola di volta (come si desume ancor sempre dalla muratura esterna) e si sistemò la facciata, ornandola di archetti pensili e di rosone centrale. Il portico risale solo a secolo XVII, come pure il coro attuale. La chiesa fu arricchita di pregevoli opere pittoriche, come gli affreschi di Giosué Oldoni del 1518, che ornano la navata centrale (unici dipinti conosciuti i questo artista), quelli della Madonna con San Sebastiano e altro Santo ancora ricoperto da muratura dell'altare laterale destro, della stessa epoca, attribuibili a Gaspare de' Fornerio di Ponderano e quelli raffiguranti San Lorenzo e San Domenico dell'altro altare della metà del secolo XVI, di scuola vercellese. Conserva anche l'unica vetrata cinquecentesca biellese, raffigurante l'adorazione di un Mago con stemma Vialardi, di scuola Spanzottiana.Da segnalare inoltre un pregevole ciborio del fonte battesimale, donato dai Vialardi nel 1694 ed attribuibile all'arte dei fratelli Tempia di Mortigliengo"
CAPPELLA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE: Fatta erigere da Giuseppe Francesco Vialardi di Verrone nel 1725 in ringraziamento per la vittoria di Torino sui Francesi da parte di Eugenio di Savoia-Soissons il 7 settembre 1706, lasciando intatto l'antico pilone votivo. L'affresco che raffigura la Madonna col Bambino potrebbe essere attribuito ad Anselmo Allasina.
CAPPELLA DI SAN ROCCO: Ricostruita nel 1714 dalla Comunità in ringraziamento per la protezione accordata da San Rocco da una malattia epidemica che aveva colpito il bestiame nel Biellese.
CHIESA PARROCCHIALE: dedicata a San Lorenzo.
La Parrocchia nacque come rettorìa della confinante Pieve di San Pellegrino di Puliaco (Salussola), tra il X e il XII secolo. Come fa fede una lapide interna, dal dodicesimo secolo accolse le tombe della famiglia Vialardi che ne ebbe il patronato. Nel 1503 fu restaurata e consacrata dal Reverendissimo Giulio Gaiar, Vescovo di Savoia.
Scrive Mons. Delmo Lebole nel 1997:
"Un'attenta lettura della struttura muraria della chiesa ci permette attualmente una più esatta datazione dell'edificio. La chiesa primitiva, ad una sola navata, aveva l'ampiezza che corre tra il secondo pilastro della navata centrale e l'inizio del presbiterio. La muratura "ad opus incertum", formata da pietre irregolari disposte disordinatamente, può far risalire le sue origini al decimo secolo, se non addirittura ad epoca più remota. Nel secolo XIII-XIV fu allungata fino alla facciata attuale. Nei secoli XIV e XV si sfondarono i muri per aggiungere le due navate laterali con archi gotici a sesto acuto. In questa occasione si alzò la navata centrale dotandola di volta (come si desume ancor sempre dalla muratura esterna) e si sistemò la facciata, ornandola di archetti pensili e di rosone centrale. Il portico risale solo a secolo XVII, come pure il coro attuale. La chiesa fu arricchita di pregevoli opere pittoriche, come gli affreschi di Giosué Oldoni del 1518, che ornano la navata centrale (unici dipinti conosciuti i questo artista), quelli della Madonna con San Sebastiano e altro Santo ancora ricoperto da muratura dell'altare laterale destro, della stessa epoca, attribuibili a Gaspare de' Fornerio di Ponderano e quelli raffiguranti San Lorenzo e San Domenico dell'altro altare della metà del secolo XVI, di scuola vercellese. Conserva anche l'unica vetrata cinquecentesca biellese, raffigurante l'adorazione di un Mago con stemma Vialardi, di scuola Spanzottiana.Da segnalare inoltre un pregevole ciborio del fonte battesimale, donato dai Vialardi nel 1694 ed attribuibile all'arte dei fratelli Tempia di Mortigliengo"
CAPPELLA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE: Fatta erigere da Giuseppe Francesco Vialardi di Verrone nel 1725 in ringraziamento per la vittoria di Torino sui Francesi da parte di Eugenio di Savoia-Soissons il 7 settembre 1706, lasciando intatto l'antico pilone votivo. L'affresco che raffigura la Madonna col Bambino potrebbe essere attribuito ad Anselmo Allasina.
CAPPELLA DI SAN ROCCO: Ricostruita nel 1714 dalla Comunità in ringraziamento per la protezione accordata da San Rocco da una malattia epidemica che aveva colpito il bestiame nel Biellese.
PRIMA CASA COMUNALE dal 1759: La Comunità la acquistò da Francesco Beltramo fu Giovanni di Verrone nel 1740 e la riadattò per le riunioni del consiglio e per conservarvi l’archivio.
Operativa già dal 1759, fu definitivamente sistemata ed accatastata nel 1778.
CASA COMUNALE dal 1882 al 2003: Acquistata dal Comune, fu ristrutturata in consorzio con l’Opera Pia Santo Spirito. La metà a giorno dello stabile fu concessa in uso all’Opera Pia per ospitare la scuola maschile e la dimora del maestro secolare o del cappellano.
Dall'anno 2003, anno in cui la sede Comunale è stata spostata al Castello, ospita la Biblioteca Civica Alfonso Sella, la saletta multimediale della Biblioteca Comunale, l'Ambulatorio Comunale e la sede dei Servizi Socio Assistenziali Territoriali IRIS.
CASA COMUNALE dal 1882 al 2003: Acquistata dal Comune, fu ristrutturata in consorzio con l’Opera Pia Santo Spirito. La metà a giorno dello stabile fu concessa in uso all’Opera Pia per ospitare la scuola maschile e la dimora del maestro secolare o del cappellano.
Dall'anno 2003, anno in cui la sede Comunale è stata spostata al Castello, ospita la Biblioteca Civica Alfonso Sella, la saletta multimediale della Biblioteca Comunale, l'Ambulatorio Comunale e la sede dei Servizi Socio Assistenziali Territoriali IRIS.
